lunedì 15 novembre 2010

La lista di Bersani

Eccolo l'elenco di Bersani. Meglio leggerlo da soli. Dalla tv sembrava un elenco di pensierini, non è poi così male. Non avevo grandi aspettative, forse. Invece... Ci sono molti sottintesi, tanti non-detti. Un elenco incompiuto. Ma solo per mancanza di tempo....

I valori della sinistra

In attesa della lista dei valori del Pd che Bersani snocciolerà da Fazio e Saviano (da dove li scarichiamo? c'è un bonus per l'i-pod?), preparo a memoria elenchi morettiani: le compagnie aeree con e quali ho volato, quelle con cui non ho mai volato, i brani musicali ascoltati da stamattina, ma in ordine inverso, dall'ultimo. Mica facile.

I valori sono così perché valgono. Ma proprio perché valgono, rappresentano un obiettivo, un fine per cui vale ogni mezzo. La pace, valore assoluto, giustifica la guerra.

A me piacerebbe di più un partito ispirato a princìpi, perché i princìpi condizionano le azioni. Che poi basterebbe ispirarsi alla Costituzione, anche solo alla prima parte.
Ma di questi tempi so che è difficile.

domenica 14 novembre 2010

Il coraggio di Paola e la risposta di De Bortoli

Per completezza dell'informazione, dopo il post su Paola, posto il take di agenzia con la Versione di De Bortoli



DE BORTOLI: NON C'E' FONDAMENTO, NON CI SONO STATE ASSUNZIONI
   (ANSA) - MILANO, 14 NOV - Una collaboratrice del Corriere
della Sera, Paola Caruso, scrive sul suo blog di aver iniziato
uno sciopero della fame asserendo di essere stata scavalcata per
un posto ''da un pivello di una scuola di giornalismo''. Il
direttore del quotidiano, Ferruccio De Bortoli, replica che ''la
sua protesta non ha alcun fondamento'' e spiega:'' in questo
periodo, perdurando lo stato di crisi, non e' stata fatta alcuna
assunzione. La situazione alla quale si riferisce riguarda
sempre un contratto di collaborazione accordato, alcuni giorni
fa, a un giovane giornalista (che nessuno ha raccomandato) in
sostituzione di un altro collaboratore''.
  Sul suo sito Paola Caruso scrive: ''Da 7 anni lavoro per il
Corriere e dal 2007 sono una co.co.co. annuale con una busta
paga e Cud. Aspetto da tempo un contratto migliore. La scorsa
settimana un giornalista ha dato le dimissioni e si e' liberato
un posto. Ho pensato: 'Ecco la mia occasione'. Neanche per
sogno. Il posto e' andato a un pivello della scuola di
giornalismo. Uno che forse non e' neanche giornalista, ma passa
i miei pezzi''.
   ''Non ho mai ricevuto dalla collega Paola Caruso la richiesta
di un colloquio -dice il direttore del Corriere della Sera-. Se
lo fara', la ricevero' volentieri, come faccio con tutti. Prego
la collega Caruso di smettere lo sciopero della fame e di
ritrovare serenita' e misura''.
   Il Cdr ha reso noto di aver chiesto un incontro urgente con
la direzione per discutere la vicenda.(ANSA).

     SI
14-NOV-10 20:20 NNNN

Il coraggio di Paola

La cosa che sorprende di più è che di questa storia al Corriere, molti colleghi, tutti quelli interpellati da me, almeno, non sapevano nulla. Li ho informati con la mia telefonata; cercavo di saperne di più, perché non conosco personalmente Paola Caruso e mi dispiace. Scrive molto, ho letto i suoi pezzi (per chi volesse farlo c'è l'archivio on line del Corriere che li registra tutti), ma non ci siamo mai incrociate.
Adesso che Paola fa lo sciopero della fame, per protestare contro il suo precariato eterno in via Solferino, ci sono anche colleghi, precari quanto lei, che si lanciano in sofismi: "Che sia precaria contrattualizzata o precaria freelance, questo è il dilemma".
La storia di Paola è ordinaria, ricorre con frequenza nei cento nomi che leggiamo in calce agli articoli su tutti i giornali. È il coraggio di Paola che è straordinario: una, sola, contro tutti, per fare quello che ogni giornalista dovrebbe fare, vedere il torto e dire che esiste.

Qui c'è la storia di una professionista che si è messa alla prova, in sette anni si è fatta conoscere e stimare (o vogliamo pensare che al Corriere sono così disperati da pubblicare tutti quegli articoli anche se non vanno bene?), ma quando si presenta un'opportunità, un contratto vero, le preferiscono un altro collega, più giovane, meno esperto.

Gira voce che il direttore del Corriere punti sui giovani. Ma è una scusa. Sono certa che in via Solferino, chiunque salga le scale che portano alla direzione, solo guardando le fotografie di chi lo ha preceduto, la storia che gli si para davanti, nell'evidenza di quegli scatti d'autore, non può preferire la regola del "Largo ai giovani", a quella del "Largo a chi è capace".

Gli altri giornali non credo che parleranno di questa storia, perché cane non mangia cane. E perché di Paole è praticamente fatta la gran parte del giornalismo italiano. Se ne parla molto qui, nel web, dove persino io che pure collaboro al Corriere ho saputo della storia. Neanche i rappresentanti sindacali ne sapevano nulla. I colleghi da me interpellati sono andati a informarli, mi hanno detto. Ora lo sanno.

sabato 13 novembre 2010

giovedì 11 novembre 2010

L'umiliazione del bunga-bunga

Sulla spiaggia di Agadir un gruppo di ragazzi avvicina noi italiani in vacanza. Vendono chincaglierie, offrono felpe con la scritta "Rubacuori". È l'ultima moda. E per essere convincenti insistono con allegria: "Noi Africa, voi paese del bunga-bunga". 

martedì 9 novembre 2010

L'albero delle capre volanti


Dice Hassam, guida nel viaggio da Agadir a Essaouira, che in Marocco il miglior cuoco è la fame.
Altre foto qui