Amano stare in alto, su su, vicino al cielo. E hanno una passione per le cupole. Don Luigi Verzè, fondatore dell'ospedale San Raffaele, in occasione del suo novantesimo compleanno annuncia che si trasferirà in cima al nosocomio, proprio sotto la statua dell'arcangelo che svetta sulla Brianza. Tra le nuvole, proprio come Roberto Formigoni, governatore uscente della Lombardia che ha lanciato la sua sfida al cielo tre anni fa, approfittando del restauro del Pirellone, dopo l'incidente aereo che sventrò il 26° piano.
Quel progetto, rivisto solo nel conto, si materializza nel 2010. “Venite a toccare il cielo”, invita la pubblicità. In effetti, il 31° piano del palazzo della Regione, a Milano, è il punto più alto in città. Però costa. Stando al rapporto annuale di Infrastrutture lombarde, la partecipata della Regione per i nuovi progetti, la risistemazione del tetto di Milano è tra gli interventi più cari del 2008: a fronte di una previsione di spesa che nel 2007 era di 2 milioni 718 mila 933 euro, il conto è lievitato fino a 5 milioni e 200 mila.
(foto scattata a Nizza)
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lunedì 15 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
Il criceto della libertà
E' il segno dei tempi, certo. Se non partecipi almeno a un reality, non ti riconoscono neanche lo status di disoccupato. Ci avevano anche abituati alla riffa per un posto di lavoro. Ci siamo quasi: presto sarà tele-democrazia. La vita, oltre il vetro del televisore; sul divano di casa, invece, sguardo fisso, cervello piatto e pollice semovente per non esagerare neanche con lo zapping. Se poi sei disoccupato o casalinga, il cerchio si chiude: il criceto della libertà non potrà che riconoscere se stesso nella ruota finta della tv.
I dipendenti della Vinyls di Porto Torres si sono autoesiliati all'Asinara. Sull'Isola dei cassintegrati nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Forse è nato un nuovo format. Di certo sono saltate tutte le categorie e non solo perché il GF è davvero specchio dei nostri tempi. Le cose sfuggono, come la sabbia della pubblicità dell'Eni. Ma quanti neuroni si bruciano a mettere in relazione la Vinyls con l'Eni?
I dipendenti della Vinyls di Porto Torres si sono autoesiliati all'Asinara. Sull'Isola dei cassintegrati nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Forse è nato un nuovo format. Di certo sono saltate tutte le categorie e non solo perché il GF è davvero specchio dei nostri tempi. Le cose sfuggono, come la sabbia della pubblicità dell'Eni. Ma quanti neuroni si bruciano a mettere in relazione la Vinyls con l'Eni?
lunedì 8 marzo 2010
Regalo di Michi
C'era scritto:
Ottimo per accompagnare piatti di carne, pesce e formaggiIo l'ho mangiata con le dita.
venerdì 5 marzo 2010
Un decreto per due. Guardarsi alle spalle
Ma che importanza può avere adesso la decisione del Tar? Il consiglio dei ministri ha cucito il decreto interpretativo che salverà capra e cavolini. Gli ingredienti ci sono tutti:
1. il diritto all'elettorato attivo e passivo prevale sulla forma e a mare le regole
2. ci sono 24 ore di tempo, a partire dall'accettazione delle liste, per mettere toppe alle irregolarità formali
3. ma le 24 ore per Lazio e Lombardia valgono a partire dall'attuazione del decreto, non dall'accettazione delle liste.
4. è valido ogni mezzo di prova per dimostrare di essere stati presenti nell'ufficio giusto al momento di chiusura della presentazione delle liste.
Tutto a posto, tranne la democrazia. Le regole? Solo burocrazia. Il parlamento? La stanza dei giochi di un club ristretto che confonde l'arroganza con la libertà.
Mai visto niente di più folle in quella che è stata fin qui la mia democrazia. L'unica differenza con il Fascismo è che ora mancano i partigiani, non c'è Resistenza, servono un mucchio di eroi.
(Fare film con lo specchietto retrovisore. Foto scattata a Milano, in questi giorni)
1. il diritto all'elettorato attivo e passivo prevale sulla forma e a mare le regole
2. ci sono 24 ore di tempo, a partire dall'accettazione delle liste, per mettere toppe alle irregolarità formali
3. ma le 24 ore per Lazio e Lombardia valgono a partire dall'attuazione del decreto, non dall'accettazione delle liste.
4. è valido ogni mezzo di prova per dimostrare di essere stati presenti nell'ufficio giusto al momento di chiusura della presentazione delle liste.
Tutto a posto, tranne la democrazia. Le regole? Solo burocrazia. Il parlamento? La stanza dei giochi di un club ristretto che confonde l'arroganza con la libertà.
Mai visto niente di più folle in quella che è stata fin qui la mia democrazia. L'unica differenza con il Fascismo è che ora mancano i partigiani, non c'è Resistenza, servono un mucchio di eroi.
(Fare film con lo specchietto retrovisore. Foto scattata a Milano, in questi giorni)
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domenica 28 febbraio 2010
Garbo e Stile
Come un tuffo nell'armadio della zia, per scoprire che nella moda di oggi tutto era già stato inventato. Alla Triennale di Milano, fino al 4 aprile, Greta Garbo, il mistero dello stile, si propone di analizzare il mito della divina a partire dal suo guardaroba. Giacche in maglina di lana, baschetti neri, cappotti a uovo, maniche a tre quarti, gonne dagli orli a sbalzo. E vestiti e scarpe (la mostra è realizzata da Ferragamo). Ex post si direbbe: vestiva Armani. Ma è Armani che ha copiato la divina.
(La foto è l'ultima immagine catturata uscendo dalla mostra)
(La foto è l'ultima immagine catturata uscendo dalla mostra)
venerdì 26 febbraio 2010
Una sfilata di litigi (op cit.)*
ATTUALITÀ
Una sfilata di litigi
Voleva una rassegna di soli tre giorni, per concentrare il tour de force delle sfilate milanesi e rientrare a casa in tempo per la notte degli Oscar, dopo la tappa parigina. Forse non vestirà più Prada, ma al diavolo Anna Wintour, potente direttore di 'Vogue' Usa, è bastata una telefonata per gettare la città e una delle sue eccellenze, la moda, nel delirio di una programmazione senza più ordine.Nei giorni della Wintour è tutto un accavallarsi di marchi: fino a 18 sfilate al giorno. Malumori e mugugni da parte dei compratori, ma la voce degli stilisti sulle prime non si sente. Tanto che Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della Moda, punta il dito contro i grandi che non hanno esitato a devastare il calendario, e alla Wintour dice: "Cara signora, se la pensa così stia pure a casa".
Un sussulto d'orgoglio raddrizza le schiene. Della Valle rompe gli indugi e richiama i colleghi alla responsabilità: "Il problema non è l'arroganza di chi chiede, ma la debolezza di chi risponde". In gioco non c'è soltanto la riuscita della kermesse, ma la tenuta di un intero sistema fatto di alberghi, ristoranti, negozi, spazi espositivi, tutto l'indotto cittadino, cioè, legato alle sfilate e stimato in 150 miliardi.
Il sindaco Moratti è costretta a giocare in difesa: "Facciamo squadra". E per il prossimo appuntamento di settembre promette una settimana così forte che "i giornalisti stranieri saranno interessati a rimanere sette giorni su sette". Una toppa sul vestito strappato o la scoperta di un business? La moda rappresenta il 4 per cento del Pil, comprende 57 mila aziende con circa 65 mila addetti, e una quota di export del 51 per cento.
O. P.
(op cit)* nel senso che questa notizia è pubblicata sull'espresso in edicola questa settimana e anche sul sito del settimanale, a margine di un servizio sulla città di Milano.
Arcore si fa in quattro (op cit.)*
ATTUALITÀ
Arcore si fa in quattro
Francesco Magnano, professione geometra, è candidato alle regionali, nel listino bloccato di Formigoni. È uno dei nomi scelti dal premier. Ma soprattutto è l'uomo di Milano 4, la nuova impresa berlusconiana che sorgerà nella brughiera brianzola, alle porte di Villa San Martino. Un affare da 200 milioni, che rappresenta la terza punta del triangolo immobiliare nato con Milano 2, a Segrate, e proseguito con Milano 3, a Basiglio. Ad Arcore, sui terreni che furono della contessina Casati Stampa, sorgeranno 25 palazzi per 400 appartamenti e una superficie di 50 mila metri quadrati di pavimenti.
Il progetto, presentato al sindaco Pdl Marco Rocchini, ha scatenato un terremoto. Il parco è zona d'interesse regionale sottoposta a vincolo e destinata a uso agricolo. Ma il via libera per costruire arriverà. È pronto a scommetterci il consigliere pd Fausto Perego: "L'ok spetta a Formigoni e a un altro uomo del Pdl, Emiliano Ronzoni, che guida il Parco della Valle del Lambro". In Comune sono già saltate due teste. Il capogruppo del Pdl Stefano Picotti Savelli, ex An, e il presidente della commissione Urbanistica Rocco Addesa, ex Fi, rinunciano al mandato: ufficialmente per altri motivi, ma il loro disappunto sul progetto è noto. Resta da capire il senso dell'operazione gestita da Idra, l'immobiliare della famiglia del premier che porterà ad Arcore 1.200 nuovi abitanti nell'area protetta di 300 mila metri quadrati che Berlusconi aveva comprato in blocco per preservarla dal cemento e dall'invadenza di possibili vicini. Il business frutterà almeno un centinaio di milioni. Farà perdere valore alla villa destinata a Veronica dopo il divorzio?
O. P.
* (op cit.) nel senso che questa notizia è pubblicata sull'espresso in edicola questa settimana e anche sul sito del settimanale, a margine di un articolo su Milko Pennisi.
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