Se ne lamenta da 16 anni, ma negli ultimi due Silvio Berlusconi ha fatto del tormentone "il governo ha pochi poteri" un mantra personale, amplificato dal coro dei suoi attendenti.
Come è possibile che il Pd abbia ancora dubbi: perché è soltanto "difficile" pensare di fare riforme con chi ha questa concezione della democrazia e delle Istituzioni?
C'è ancora margine per una trattativa? Cosa deve succedere perché diventi "impossibile" sedersi a questo tavolo delle riforme?
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lunedì 12 aprile 2010
lunedì 4 gennaio 2010
La trappola
Quel che dico è: persino nella più semplice delle società politiche e cioè all’asilo, se il tuo principale avversario ti suggerisce strategie, quelle sono per definizione “trappole”.
Curioso che il Pdl inviti il Pd a smarcarsi da Di Pietro. Incredibile che ci sia nel Pd chi accolga il suggerimento.
Il partito dell’amore come un cecchino prende la mira e punta a quello che il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto definisce “nucleo d’odio”.
Non mi piace chi spiega al Presidente della Repubblica cosa deve fare o non deve fare, chi usa violenza - anche verbale (a caso, un qualsiasi politico da una qualsiasi ribalta televisiva) – chi scambia la politica con il marketing.
Qui il gioco è più facile del “ce l’hai”: dal “nucleo” al “partito” dell’odio il passo è breve. Il Pd trema - a tre mesi dalle regionali - e sotto minaccia d’incantesimo Enrico Letta segue il consiglio di casa (di quella dello zio Gianni, cioè), con il conforto della famiglia (della moglie Gianna, cioè).
Mettiamo da parte per un istante l’elenco di riforme che vorrebbe il Pdl. A parte la riduzione dei parlamentari, di quali riforme parla il Pd?
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