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giovedì 29 agosto 2013

300 euro al mese. Lorde, per carità....

(AGI) - Milano, 28 ago. - Il Comune di Arconate, la cui giunta e'
guidata dal senatore e vicepresidente del Consiglio regionale
lombardo Mario Mantovani (Pdl), bandisce tramite il suo sito una
'selezione pubblica per incarico di addetto stampa' che prevede un
compenso di "300 euro lorde mensili in via sperimentale". Numerose le
competenze richieste al giornalista che verra' scelto, elencate in
sette punti alla voce 'oggetto dell'incarico': dalla redazione dei
comunicati stampa sulle attivita' dell'amministrazione, alla
collaborazione per la promozione in materia culturale, ricreativa e
turistica, all'ideazione e realizzazione di depliant e locandine,
all'individuazione di "forme innovative della comunicazione". (AGI)
Mi2 (Segue)
281916 AGO 13

NNNN


(AGI) - Milano, 28 ago. - Il Comune di Arconate, la cui giunta
e' guidata dal senatore e vicepresidente del Consiglio
regionale lombardo Mario Mantovani (Pdl), bandisce tramite il
suo sito una 'selezione pubblica per incarico di addetto
stampa' che prevede un compenso di "300 euro lorde mensili in
via sperimentale". Numerose le competenze richieste al
giornalista che verra' scelto, elencate in sette punti alla
voce 'oggetto dell'incarico': dalla redazione dei comunicati
stampa sulle attivita' dell'amministrazione, alla
collaborazione per la promozione in materia culturale,
ricreativa e turistica, all'ideazione e realizzazione di
depliant e locandine, all'individuazione di "forme innovative
della comunicazione". (AGI) 
Mi2/Car  (Segue)
281916 AGO 13

NNNN


(AGI) - Milano, 28 ago. - Tra i requisiti richiesti, oltre alla
laurea o due anni di esperienza nel settore, al godimento dei
diritti politici e all'assenza di sentenze di condanna passate
in giudicato, c'e' anche quello di "non avere rapporti di
collaborazione continuativa o incarichi continuativi con
testate giornalistiche". "L'incaricato - viene precisato -
"dovra' garantire la propria disponibilita' a partecipare a
iniziative ed eventi anche in orario serale e in giorni
festivi". (AGI)
Mi2/Car
281916 AGO 13


Non ci si può credere, ma per verificare il link è questo: http://www.arconate.org/news/11/28/188/

mercoledì 27 aprile 2011

Il coraggio è femmina?

Non perdersi d'animo, diceva la nonna. E voleva dire non scoraggiarsi, perché animus, al maschile significa coraggio, al femminile anima: il latino è così, lingua di maschi guerrieri. 

In Italia c'è un milione e mezzo di cittadini - tanti ne conta l'Istat - che sarebbe pure "disposto a lavorare", ma "non cerca un impiego convinto di non riuscire a trovarlo". Li chiamano "scoraggiati" e fanno massa con i 2,1 milioni di disoccupati ufficiali (quelli cioè che hanno cercato attivamente un'occupazione nelle quattro settimane precedenti l'intervista e sono pronti a lavorare entro le due settimane successive: questa è tecnicamente la definizione europea di disoccupato).

Gli appassionati di statistica e numeri possono leggere più in giù, tra le righe del comunicato stampa dell'Istat. Quel che fa male è che due terzi degli scoraggiati sono donne, impegnate in un far niente che sfido a definire dolce. L'Italia perde risorse. E lo sapevamo. Le donne perdono vita, perché il tempo corre. Perdiamo tutti schiene dritte, perché in queste rinunce si legge scoramento (che è peggio che essere scoraggiati e basta) e sindrome da risposte sempre uguali.

A completamento dell'indagine Istat, chiedo a chi ha un lavoro di guardarsi intorno e cominciare a passare i colleghi uno a uno: quanti di loro sono stati assunti per via di curriculum o di concorso, insomma secondo un minimo di gara vera, leale? Può essere utile, per capire l'apatia fotografata dall'Istat, per apprezzare il proprio ambiente di lavoro, anche, e molto altro.

Nel complesso coloro che si percepiscono "in cerca di occupazione" sono quasi 4,4 milioni (4.397.000) anche se sono solo meno della metà coloro che cercano attivamente lavoro e sono disponibili a cominciarlo entro due settimane e quindi sono formalmente disoccupati. Nella tabella sulla popolazione di 15 anni e oltre, infatti, alla domanda sulla propria "condizione" 22,4 milioni risultano occupati, 4,4 in cerca di occupazione mentre poco più di otto milioni sono casalinghe/i e 4,3 milioni studenti. I ritirati dal lavoro risultano 10,8 milioni mentre 1,5 milioni si dicono "in altra condizione". Gli scoraggiati sono aumentati del 10,6% rispetto alla media 2009 risiedono prevalentemente al Sud (1.080.000, oltre due terzi del totale) e sono soprattutto donne (i due terzi del totale con 1.015.000 persone).
Le donne scoraggiate nel Mezzogiorno sono 698.000 a fronte di appena 199.000 donne del Nord che dichiarano di non cercare lavoro perché ritengono di non riuscire a trovarlo. Gli uomini al Nord scoraggiati sulla possibilità di trovare lavoro sono solo 67.000 (40.000 dei quali con oltre 45 anni) mentre nel Mezzogiorno sono 382.000 (489.000 in Italia nel complesso). C'è una fascia consistente di scoraggiati anche nella classe di età tradizionalmente più attiva (389.000 tra i 35 e i 44 anni ma 294.000 di questi sono donne) e in quella tra i 45 e i 54 anni (397.000, 303.000 dei quali donne). Tra coloro che lavorano (22.872.000 in media nell'anno) i dipendenti sono 17.110.000 e tra questi gli operai sono ancora di più degli impiegati (7.997.000 a fronte di 7.303.000 impiegati, 1.174.000 quadri e 428.000 dirigenti). Gli apprendisti sono 201.000. Gli operai dell'industria sono 3,5 milioni (2,5 milioni dei quali nell'industria in senso stretto escluse quindi le costruzioni) mentre coloro che hanno la qualifica di operaio nei servizi sono quasi 4,1 milioni. E se il tasso di occupazione complessivo in Italia nel 2010 era al 56,9% rimane alto il divario tra Nord e Sud con Bolzano che risulta la provincia con la percentuale più alta di occupati (il 71,1%) e Crotone l'ultima in classifica (con il 36,9% di occupati nella fascia considerata) seguita da Napoli (il 37%) e Caserta (il 37,8%).

venerdì 18 giugno 2010

La riffa

Dalla lotteria, alla riffa. Numericamente stanno aumentando le possibilità di trovare lavoro in Italia.

domenica 30 agosto 2009

Lavorare sbanca

Si può anche vincere un posto di lavoro al supermercato. Per i suoi 30 anni una catena di grande distribuzione che ha sede a Varese, Legaland, mette in palio 10 posti di lavoro. Può vincerli chi fa almeno 30 euro di spesa (solo così si può compilare il coupon della fortuna), abbia compiuto 18 anni e sia residente in Italia. "Un modo originale e attento al territorio per festeggiare i primi trent'anni di attività", riportano le cronache cittadine del 29 agosto.

Nel Paese che confonde merito con meritocrazia, che blatera a vanvera sulla crisi, nemmeno un accenno alla professionalità. Importa a qualcuno sapere cosa sai fare e come lo fai? Un lavoro si vince o si gratta ("grattare" a Varese significa rubare). Sono 700 mila i tagliandi che saranno distribuiti fino al 30 settembre. Non è marketing, è proprio cultura, specchio di un mondo che sa pensare solo ai danèe.