Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

venerdì 26 marzo 2010

Giornalismo e insulti (e scusate l'intrusione)

Siccome la vicenda mi riguarda personalmente, mi sono fatta scrupolo di pubblicarla in questo blog. La storia naviga in Rete, in molti posti, persino in acque ministeriali, e anche da prima che l'articolo scritto da Paolo Biondani e da me e pubblicato da L'espresso, fosse in edicola.

Di quelli che ritengo siano insulti chiederò conto in altra sede, certo non qui. Gli insulti preventivi si considerano intimidazioni?
Paolo Biondani ha replicato con una nota che mi ha sottoposto e che condivido. Ma c'è un tema che è di carattere generale e politico se, come diceva Gandhi in democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica. Lo ha colto Enzo Marzo, giornalista, tra i promotori della Società Pannunzio per la libera informazione, che annovera tra gli altri Tullio De Mauro, Corrado Stajano, Nadia Urbinati e Gustavo Zagrebelsky.

Scrive Enzo Marzo: "Il rapporto tra lettori e giornalisti è oggi così rudimentale che quasi nessuno mostra di conoscere i propri diritti e i propri doveri. Così si confondono garanzie, rettifiche e violazioni deontologiche".

Credo sia un tema importante, anche in vista delle prossime elezioni. Un tema di democrazia. Si respira un'aria pesante, da queste parti. E sale l'ansia a metter in fila i tentativi di censura, la voglia di zittire senza spiegare, gli attacchi riusciti verso alcune voci libere, i 15 (li ho contati tutti?) tra disegni e progetti di legge di questa legislatura per mettere il bavaglio a internet.

Andare a votare, questa volta, significa anche far sapere che noi cittadini conosciamo i nostri diritti (oltre che i nostri doveri) e vogliamo riprenderceli tutti.

mercoledì 30 dicembre 2009

Ristretti orizzonti

Tenere la posizione. Un anno aggrappati come panda a un albero che sembra l’ultimo del pianeta. Così è stato secondo me, questo duemila e nove. Meno che il gattopardesco Tutto cambia, perché niente cambi. Siamo andati oltre: Non cambia niente e speriamo che duri.
Come in quel film dove Bill Murray si sveglia ogni mattina nella stessa mattina.
Ci si sono ristretti gli spazi e gli orizzonti. Non si scrive, si microblogga; non si fa politica, s’inventano slogan; filosofia? Una citazione toglie il pensiero di torno. Per la musica, vale quell’unico brano che si scarica dal web. One shot, one show. Poi tutto passa, anche la voglia.
Sul grande schermo è stato l’anno dei vampiri. Atmosfera pulp più che dark, che altrimenti ci facevamo anche un pensierino. Il gotico è in soffitta, e i pipistrelli sono a rischio estinzione. Al marketing piace il terrore.
Per la crisi economica è andata meglio: successo planetario.

E se non ci fosse un domani? Oggi non c’è stato!
(Bill Murray-Phil Connors, Ricomincio da capo, di Harold Ramis, 1993)