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giovedì 19 maggio 2011

Salviamo current

Salviamo current tv

"Noi a Current abbiamo dedicato il nostro network internazionale a liberare dal guinzaglio chi racconta la verità; e per chi racconta la verità in Italia non c'é momento più critico di questo". Lo afferma il co-fondatore di Current e chairman Al Gore, commentando la decisione di Sky Italia di "cancellare il canale". "In un momento storico come questo di rapida transizione politica, economica e sociale - prosegue Al Gore in una nota -, il futuro delle democrazie sane dipende dal giornalismo indipendente: senza condizionamenti e senza paura". "Sono venuto personalmente in Italia - sostiene ancora l'ex vicepresidente americano - per chiedere a coloro che ci seguono con passione di far sentire a Sky che vogliono continuare a vedere Current". "Se i regolatori nel Regno Unito e nell'Unione Europea - gli fa eco il co-fondatore e vice chairman Joel Hyatt - si stanno chiedendo quale potrebbe essere l'impatto di un sistema televisivo satellitare totalmente di proprietà e controllo di News Corporation, non hanno che da guardare all'Italia. Sky - in quello che non puo essere chiamato in altro modo se non un flagrante abuso della sua posizione dominante - ha appena eliminato il suo solo ed unico canale di informazione indipendente, senza alcun preavviso e nonostante numerose e ripetute rassicurazioni sul proseguo della collaborazione". "Siamo il solo canale televisivo che ha il coraggio di dire la verità anche di fronte al potere - sottolinea ancora il general manager Tommaso Tessarolo -. Mandando in onda per la prima volta in assoluto il documentario 'Citizen Berlusconi' nel 2009, ospitando Michele Santoro e Annozero con Raiperunanotte nel 2010 quando la Rai ne ha impedito la trasmissione o ancora portando per la prima volta il racconto personale di Roberto Saviano sul satellite, abbiamo usato la nostra piattaforma tv e web per informare, arricchire e dare ispirazione al nostro pubblico".

domenica 28 novembre 2010

Il copyright della censura

A Torino, alla conferenza Nexa 2010, per parlare di censura, racconto tre casi, tre tipi di censura ai tempi del web (Twitter: #nexa2010). Riguardano un blog, un socialnetwork e un articolo di giornale e diventano subito spunti di discussione. Un blog, quello di Antonino Monteleone, giornalista, chiuso preventivamente subito dopo la querela di un politico che si sente diffamato da uno dei post pubblicati. Una pagina di Facebook bloccata, senza ragione, per una settimana e riaperta solo dopo una campagna stampa. Un articolo pubblicato sull'Espresso e "ucciso" dalla controffensiva di un ministro che usa il sito istituzionale per denigrare gli autori, senza dire perché.  

A Nexa ingegneri, economisti e giuristi volano alto, alla ricerca della formula perfetta della censura. Spero che la trovino presto, perché al momento è l'unica cosa che manca di copyright, nel senso che non conosce restrizioni d'uso.